Archive for May of 2007

W I N E S T A T I O N

05 28, 2007


Domenica 17 Giugno nasce in Italia il Treno del Vino, che solcherà la Val d’Orcia ed il suo territorio da Siena a Montalcino.
Il viaggio inaugurale partirà alle 10.15 dalla stazione ferroviaria di Siena, dove rientrerà entro le 17.00 dopo aver attraversato stazioni storiche, panorami incontaminati, giacimenti culturali di fama mondiale.
La manifestazione prevede degustazioni in treno, assaggi enogastronomici attraverso le antiche stazioni della Val d’Orcia, banchetto inaugurale alla stazione di Montalcino.
Ai partecipanti è richiesto un contributo di euro 50,00 per dare vita e sostenere Italiaintreno, l’associazione culturale che a partire dall’esempio del Treno del Vino promuove la valorizzazione e lo sviluppo del turismo ferroviaro in cento altri territori d’Italia.
Per prenotare la partecipazione al viaggio inaugurale telefonare al numero verde 800913231
o prenotare attraverso www.bookingsiena.it.
Per informazioni ulteriori sul Treno del Vino si prega di consultare il sito www.winestation.it.

Il Treno del Vino è realizzato grazie al sostegno del Comune di Montalcino, della Provincia di Siena,
della Provincia di Grosseto, e con il patrocinio della città di Siena.
La Stazione di Montalcino e il Treno del Vino sono promossi da Roberto Cipresso (Oscar del Vino 2006)
con Fises (Finanziaria senese di sviluppo - www.fises.it), Fabio Faggella (Cooperativa Archeologia - www.archeologia.it),
Luca Giuliani, Fabio Leccisotti (www.studioleccisotti.com), Franco Mazzetto, Giovanni Negri (www.serradenari.com),
Enzo Berlanda e Denis Zeni (www.lagarini.com).
via Panfilo dell’Oca 25
53024 Montalcino (Siena) / T.- F. +39 0577 835702
info@winestation.it / www.winestation.it

Control Arms: posizione italiana e giornate dell'attivismo

05 22, 2007


Il Governo italiano ha inoltrato nei giorni scorsi alle Nazioni Unite i propri commenti sul "Trattato internazionale sul commercio di armi" (Arms Trade Treaty - ATT). Lo segnala la Campagna italiana 'Control Arms' sottolineando che, grazie alla pressione della Campagna, il governo italiano ha manifestato il suo impegno e il suo interesse riguardo lo sviluppo del Trattato anche attraverso la sua candidatura a far parte del Gruppo di Esperti che sarà chiamato a porre le basi del futuro Trattato e a riferirne nel corso della sessione del 2008 dell’Assemblea Generale. Il termine ultimo entro il quale presentare questi pareri era stato fissato al 30 aprile 2007: fino al 7 maggio risultano pervenute le posizioni di 57 Paesi, tra cui quella del Governo italiano. "Lungo tutto il periodo che ci separa dalla prossima sessione dell’Assemblea Generale è importante far sentire al governo italiano la voce della campagna Control Arms, perché questo orientamento positivo si concretizzi in altri atti concreti che siano in linea con le nostre raccomandazioni volte ad ottenere un Trattato realmente efficace" - riporta Control Arms.
www.unimondo.org

A partire dal mese di maggio, per una Festa della Mamma speciale, accanto ai produttori del Kenya

05 10, 2007



Una coltivazione che impegna migliaia di lavoratori, in condizioni sociali e ambientali difficili. Pochi pensano al vero costo delle rose, uno dei fiori più utilizzati per gli omaggi e le ricorrenze, come la Festa della mamma del prossimo 13 maggio. In particolare il Kenya è uno dei paesi più coinvolti nell’esportazione di questo bellissimo fiore, per il basso costo della manodopera e per l’assenza di controlli negli ambienti di lavoro.
Questo tipo di produzione può richiedere infatti ottanta passaggi chimici durante il ciclo e molti lavoratori sono privi di contratto, con stipendi iniqui, lavorano fino a 20 ore al giorno e non utilizzano alcuna protezione mentre impiegano i pesticidi.
Per garantire ai produttori rispetto dei loro diritti e il minor impatto possibile sull’ambiente, da quattro anni i fiori recisi, in prevalenza rose, sono entrati nel circuito del Commercio Equo e Solidale e anche nel mercato italiano, presentate alla fine del 2006 nel corso della settimana “Io faccio la spesa giusta”. Oggi, con l’inserimento negli iper e nei supermercati, entrano a pieno titolo nella gamma Solidal, la linea di Coop dedicata ai prodotti equosolidali.
Le rose provengono da quattro piantagioni localizzate in diverse zone del Kenya: Oserian, Liki Farm, Ravine e Longonot, scelte sia per le tecniche colturali utilizzate che per il rispetto degli standard SA 8000. I fiori vengono coltivati infatti impiegando la coltura idroponica, in substrati a circolo chiuso che consentono la razionalizzazione dell’acqua e dei fertilizzanti impiegati.
Oltre a questo, si aggiungono importanti benefici sociali per i lavora-tori: la ga-ranzia di un contratto di lavoro a tempo indetermina-to dopo 8 mesi di lavoro, salario superiore rispetto al minimo legale previsto dalla legislazione del Kenya, rispetto dei diritti di associazione per i lavoratori, contributo per la casa. Inoltre sono messi a disposizione dalle aziende un ambulatorio e scuole gratis per i bambini dei dipendenti.
Le rose Solidal sono in mazzi da 9, stelo 40 cm, in quattro varianti di colore: rosso passione, rosa giovinezza/amore appena nato, arancio gioia/allegria e bianco purezza/innocenza.
La possibilità di acquistare, per la Festa della Mamma e non solo, rose eque certificate Fairtrade è poi possibile anche presso i supermercati Pam, dove sono disponibili dall’ottobre scorso.



Ufficio stampa Fairtrade TransFair Italia
Mariagrazia Bonollo
Koiné comunicazione
Cell. 348 2202662
koine@koinecomunicazione.it

Approvata Ipred2, ma con alcune modifiche

05 02, 2007

Lo scorso 25 aprile il Parlamento Europeo, in seduta plenaria, ha votato e approvato la direttiva nota come Ipred2, ossia un quadro unico di riferimento normativo in materia di libertà digitali, a cui dovranno attenersi tutti gli stati membri. Purtroppo Ipred2 non si occupa dei diritti degli utenti della rete, né del contrasto reale a spamming, phishing e dialer, come ci si sarebbe potuti aspettare. Niente di tutto ciò: i cybercriminali saremmo noi e i diritti, manco a dirlo, sono quelli dei detentori di copyright. Detta normativa, infatti, si prefigge come scopo ultimo la regolamentazione delle "misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale".
Nonostante alcuni importanti emendamenti l'impianto della legge è rimasto sostanzialmente invariato, soprattutto per quel che concerne la scarsa chiarezza nell'interpretazione dei campi d'applicazione della normativa. A scanso d'equivoci, alcuni emendamenti escludono la materia brevettuale, che in un primo momento era inclusa nel quadro normativo.

Viene invece rimarcata la diretta responsabilità degli Internet provider per ciò che avviene in rete ai sensi della Direttiva 2000/31/CE, sebbene non ne vengano spiegate in alcun modo le modalità di attuazione. Altrettanto vaghe sono le indicazioni sulle modalità di cooperazione fra detentori di diritti di proprietà intellettuale e squadre investigative, nonostante il contributo delle prime venga circoscritto al "prestare assistenza senza compromettere l'imparzialità delle inchieste delle autorità".
Significativa è la cancellazione della distinzione fra violazioni commesse da singole persone fisiche o da organizzazioni, alla luce del fatto che molte legislazioni nazionali hanno già adottato misure di protezione dei diritti di proprietà intellettuale assai rigorose senza per questo richiedere che il reato sia commesso nell'ambito di una organizzazione criminale.

A onor del vero, bisogna ricordare che alcuni emendamenti sono scritti nell'ottica di tutelare alcuni diritti dei cittadini. Si è sentita ad esempio l'esigenza di specificare che le vigenti normative in materia di privacy non debbano essere in alcun modo disattese, e che il diretto coinvolgimento dei titolari di diritti di proprietà intellettuale non debba compromettere i diritti dell'accusato, ad esempio pregiudicando l'accuratezza, l'integrità e l'imparzialità delle prove.

Altrettanto importanti sono gli emendamenti che attestano il divieto di ricorso abusivo a minacce di sanzioni penali da parte delle major disco e cinematografiche o la non perseguibilità per l'utilizzo di un'opera protetta "a fini di critica, recensione, informazione, insegnamento, studio o ricerca": di fatto dovrebbero impedire il verificarsi di episodi di vera e propria persecuzione di privati cittadini, come già accade da tempo negli Stati Uniti, o come è successo a Enrico Galavotti, finito nel mirino della Siae per aver indebitamente sfruttato l'ingegno altrui nel recensire opere d'arte in una sezione del suo sito.

Dal canto loro le associazioni di consumatori come Altroconsumo ritengono che questo tipo di normative comunitarie continui a calpestare inutilmente i diritti degli utenti. Dal momento che a nulla sono valsi né gli appelli agli europarlamentari né le iniziative popolari, non ci resta che sperare in successive modifiche della normativa -che tanto sembra piacere alla Siae- prima che venga sottoposta al Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea.
Fonte: www.zeusnews.it - 02-05-2007