Archive for November of 2006
Donne, Ambiente e Futuro Sostenibile
11 27, 2006Incontro-Dibattito
Intervengono
Carmen Fatima Montenegro Taborga
Responsabile progetti Donne per la Solidarietà – Bolivia
Giulia Ledda
Volontaria di Donne per la Solidarietà
Enrico Fontana
Consigliere della Regione Lazio
Pres. Associazione Un’Altra Regione
Alberto Castagnola
Rete Lilliput
Modera: Fabiola Del Vecchio
Pres. Associazione Donne per la Solidarietà
GIOVEDI’ 30 NOVEMBRE ORE 18.00
Sala Convegni I° piano
CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
Via della Lungara, 19
Con il patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli
Banditi
11 24, 2006
Ci sono voluti quattro morti perché finalmente anche sulla stampa italiana "ufficiale" si scoprisse che nel Delta del fiume Niger, il cuore petrolifero della Nigeria, le cose non vanno come dovrebbero. Non è esattamente una novità.
Nella scorsa legislatura, ci sono state molte interrogazioni parlamentari a proposito della politica della multinazionale petrolifera italiana Eni in Nigeria. Il governo Berlusconi si è limitato a copiare i comunicati stampa dell'Eni. L'azienda ha sempre negato che nel Delta ci fosse un'emergenza e si è sempre limitata a qualificare come "banditi" quelli che in realtà [e in modi piuttosto originali] sono guerriglieri.
Non è ovviamente solo una questione di termini. Banditi implica che a gestire la partita sia la polizia nigeriana, peraltro una delle più corrotte del mondo. Guerriglieri, invece, implica un problema politico. È di questo che stiamo parlando. Il Delta del Niger è da almeno quattro decenni terreno di conquista delle multinazionali del petrolio. Shell, Esso ed Eni, soprattutto. I danni ambientali inflitti alle popolazioni locali non sono mai stati calcolati, ma basti dire che la presenza delle multinazionali risale a quando la Nigeria era saldamente in mano ai governi militari che ne hanno causato l'impoverimento.
All'inizio di novembre, Carta aveva segnalato che il dipartimento di stato degli Stati uniti aveva diramato un allarme. Le installazioni petrolifere sono a rischio, ha scritto la Casa bianca. I prossimi mesi - aggiungeva - verso le elezioni politiche nigeriane, previste ad aprile 2007, saranno carichi di tensione.
A compiere le azioni di sabotaggio armato delle installazioni delle multinazionali sono soprattutto, ma non solo, i guerriglieri del Movimento di emancipazione del Delta del Niger [Mend, nell'acronimo inglese]. Non è un'organizzazione guerrigliera nel senso classico del termine, ma più un ombrello che racchiude diverse sigle e diverse componenti. Una frammentazione "operativa" che riflette la complessità etnica e sociale della regione del Delta.
Il governo del presidente Olusegun Obasanjo, aveva tentato l'anno scorso, un timido tentativo di mediazione con i guerriglieri, le cui richieste sono semplici: fine del saccheggio indiscriminato del territorio; più equa ripartizione delle ricchezze petrolifere; fine della presenza militare. L'esercito nigeriano si è spesso distinto per la brutalità della repressione. Ad agosto, dopo che erano fallite le trattative a causa della debolezza del governo rispetto alle multinazionali [che non vogliono cedere nulla] l'esercito ha lanciato una serie di operazioni di "rastrellamento". Decine di civili sono stati uccisi e interi villaggi sospettati di aiutare i guerriglieri sono stati rasi al suolo.
Il Mend, diceva il rapporto della Casa bianca, è diventato militarmente più efficace. L'attacco di ieri lo dimostra ancora una volta. Negli ultimi mesi le esportazioni di greggio dalla Nigeria [che è l'ottavo produttore mondiale, il primo in Africa] sono state tagliate di circa un quarto. Le multinazionali [e quindi il governo di Obasanjo] sono in difficoltà. L'affare è stato fiutato dalle compagnie militari private [Pmc] che hanno già da mesi offerto i propri servizi ai colossi del petrolio, che si fidano poco della polizia e dell'esercito nigeriano. È un ulteriore motivo di tensione nel Delta: i mercenari, se possibile, sono ancora più odiati dei soldati.
L'Eni, peraltro, ha puntato sulla Nigeria anche per gli investimenti in gas naturale, quello che dovrebbe arrivare in Italia nei terminali di rigassificazione. A volte, bisogna girare pagina per capirne di più: poco dopo gli articoli sui "banditi" del Delta del Niger, sulla Repubblica, c'è una pubblicità. Una macchina procede tranquilla lungo una strada che si perde all'orizzonte. Montagne di fronte, deserto sulla destra. Un distributore di benzina e il marchio con il cane a sei zampe ci dicono che quella strada arriva fino Port Harcourt.
Enzo Mangini
23/11/06
Fonte: carta.org
Nella scorsa legislatura, ci sono state molte interrogazioni parlamentari a proposito della politica della multinazionale petrolifera italiana Eni in Nigeria. Il governo Berlusconi si è limitato a copiare i comunicati stampa dell'Eni. L'azienda ha sempre negato che nel Delta ci fosse un'emergenza e si è sempre limitata a qualificare come "banditi" quelli che in realtà [e in modi piuttosto originali] sono guerriglieri.
Non è ovviamente solo una questione di termini. Banditi implica che a gestire la partita sia la polizia nigeriana, peraltro una delle più corrotte del mondo. Guerriglieri, invece, implica un problema politico. È di questo che stiamo parlando. Il Delta del Niger è da almeno quattro decenni terreno di conquista delle multinazionali del petrolio. Shell, Esso ed Eni, soprattutto. I danni ambientali inflitti alle popolazioni locali non sono mai stati calcolati, ma basti dire che la presenza delle multinazionali risale a quando la Nigeria era saldamente in mano ai governi militari che ne hanno causato l'impoverimento.
All'inizio di novembre, Carta aveva segnalato che il dipartimento di stato degli Stati uniti aveva diramato un allarme. Le installazioni petrolifere sono a rischio, ha scritto la Casa bianca. I prossimi mesi - aggiungeva - verso le elezioni politiche nigeriane, previste ad aprile 2007, saranno carichi di tensione.
A compiere le azioni di sabotaggio armato delle installazioni delle multinazionali sono soprattutto, ma non solo, i guerriglieri del Movimento di emancipazione del Delta del Niger [Mend, nell'acronimo inglese]. Non è un'organizzazione guerrigliera nel senso classico del termine, ma più un ombrello che racchiude diverse sigle e diverse componenti. Una frammentazione "operativa" che riflette la complessità etnica e sociale della regione del Delta.
Il governo del presidente Olusegun Obasanjo, aveva tentato l'anno scorso, un timido tentativo di mediazione con i guerriglieri, le cui richieste sono semplici: fine del saccheggio indiscriminato del territorio; più equa ripartizione delle ricchezze petrolifere; fine della presenza militare. L'esercito nigeriano si è spesso distinto per la brutalità della repressione. Ad agosto, dopo che erano fallite le trattative a causa della debolezza del governo rispetto alle multinazionali [che non vogliono cedere nulla] l'esercito ha lanciato una serie di operazioni di "rastrellamento". Decine di civili sono stati uccisi e interi villaggi sospettati di aiutare i guerriglieri sono stati rasi al suolo.
Il Mend, diceva il rapporto della Casa bianca, è diventato militarmente più efficace. L'attacco di ieri lo dimostra ancora una volta. Negli ultimi mesi le esportazioni di greggio dalla Nigeria [che è l'ottavo produttore mondiale, il primo in Africa] sono state tagliate di circa un quarto. Le multinazionali [e quindi il governo di Obasanjo] sono in difficoltà. L'affare è stato fiutato dalle compagnie militari private [Pmc] che hanno già da mesi offerto i propri servizi ai colossi del petrolio, che si fidano poco della polizia e dell'esercito nigeriano. È un ulteriore motivo di tensione nel Delta: i mercenari, se possibile, sono ancora più odiati dei soldati.
L'Eni, peraltro, ha puntato sulla Nigeria anche per gli investimenti in gas naturale, quello che dovrebbe arrivare in Italia nei terminali di rigassificazione. A volte, bisogna girare pagina per capirne di più: poco dopo gli articoli sui "banditi" del Delta del Niger, sulla Repubblica, c'è una pubblicità. Una macchina procede tranquilla lungo una strada che si perde all'orizzonte. Montagne di fronte, deserto sulla destra. Un distributore di benzina e il marchio con il cane a sei zampe ci dicono che quella strada arriva fino Port Harcourt.
Enzo Mangini
23/11/06
Fonte: carta.org
Richiesta di sostegno concreto. 30 secondi di solidarietà
11 23, 2006Appello dal Padiglione 31:
Di nuovo la Asl rme chiude i cancelli di pomeriggio con lo scopo di boicottare le iniziative pubbliche della Ex Lavanderia.
Dopo due anni di attivita' culturali, mentre si discute la sorte del S.Maria, la Asl RME gioca ancora con i cavilli burocratici e, mentre il parco va in rovina e regna l’arbitrio, si preoccupa solo di ostacolare le iniziative culturali al Padiglione 31.
Chiediamo alle associazioni e a tutti di inviare mail di protesta con la richiesta di legalizzazione della Ex Lavanderia e comunque per la fine di questo disperato, ridicolo, arrogante e indecoroso tentativo surrettizio di farci chiudere.
Una mail, per voi significa 30 secondi, per lo spazio pubblico ex lavanderia può significare la possibilità di sopravvivere.
Potete inviare una mail di vostra elaborazione od utilizzare l'appello riportato in basso che basta copiare ed incollare nello spazio per il testo della mail.
Chiediamo di inviarci copia delle vostre mail.
Indirizzi a cui inviare la mail (basta copiare ed incollare nella casella del destinatario)
Gli indirizzi fanno riferimento a:
Assessore Urbanistica Comune
Direttore Generale Asl
Assessore Sanità Regione
Presidente regione lazio
Presidente del Municipio Roma XIX
r.morassut@comune.roma.it;
dir.gen@asl-rme.it;
fprost@regione.lazio.it;
adelfo.luciani@regione.lazio.it;
mailto:mariarita.favella@comune.roma.it;
lavanderia@diciannovesima.net
Importante: chiediamo a tutti i soci, gli amici, i simpatizzanti, i cittadini che dovessero essere bloccati dopo le 18 ai cancelli del S.Maria della Pietà, di non recedere ma di contestare fortemente (in forme non violente) contro questo arbitrio e di chiamarci.
testo e-mail:
all’attenzione
del Sindaco di Roma Walter Weltroni,
del Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo
dell’Assessore Comunale Roberto Morassut
dell’assessore regionale augusto battaglia
p.c.
ai Rappresentanti della Giunta comunale
ai Rappresentanti della Giunta regionale
al Presidente del Municipio XIX Fabio Lazzara
al Direttore Generale della ASL RME Pietro Grasso
Oggetto: cancelli chiusi S.Maria della Pieta’
Ho saputo che, di nuovo, la Asl rme boicotta le iniziative culturali dell’Associazione Ex Lavanderia attraverso la chiusura pomeridiana dei cancelli di accesso al comprensorio del S. Maria della Pietà.
ci stupisce che la nuova gestione Asl si comporti esattamente come la vecchia.
La invito ad operare secondo le sue competenze ed il suo ruolo per il riconoscimento formale dell’Associazione Ex Lavanderia attraverso la legalizzazione della sua presenza al padiglione 31 come richiesto da un appello firmato da decine di realtà cittadine e nazionali, come indicato nella mozione comunale approvata il 7/2/2006 e come auspicato in più occasioni da vari esponenti politici ed istituzionali.
Comunque la invito ad intervenire immediatamente presso la direzione della Asl rme perché si smetta una pratica di subdolo boicottaggio non dignitosa per un’istituzione pubblica e non congruente con l’importanza della discussione sull’utilizzo di tutto il comprensorio del S. Maria della Pietà.
Se si vuole davvero discutere sul futuro di tutto il S. Maria in un clima di maggiore fiducia nell’affidabilità delle istituzioni, si inizi riportando la relazione con l’associazione ex lavanderia ad una condizione di stabilità e comunque di civiltà e di serietà politica.
nome e cognome
La Giornata del Non Acquisto
11 21, 2006Sabato 25 novembre in tutto il mondo si celebra la GIORNATA DEL NON ACQUISTO: è una giornata all'anno in cui siamo invitati a prendere una pausa dallo shopping, evitando qualsiasi acquisto.
L'iniziativa è nata in Canada una decina di anni fa e coinvolge una trentina di paesi.
È un gesto dall'alto valore simbolico con il quale si vuole dimostrare che è possibile impiegare il proprio tempo in modo diverso e curare la sindrome da acquisto compulsivo che ci spinge a riempire il carrello del supermercato.
Non è, come qualcuno vuol affermare, una giornata contro il commercio. E' una giornata di riflessione per fermarci a pensare al nostro stile di vita, alle conseguenze degli acquisti che facciamo, alle nostre relazioni con gli oggetti, alll'ambiente e gli altri esseri umani, uno stimolo a consumare meno, a riciclare di più e a usare il nostro potere di consumatori per chiedere ai produttori di non inquinare e di non sfruttare i loro lavoratori.
Spesso acquistiamo prodotti che non ci servono: quante volte ci succede che un prodotto acquistato superi la data di scadenza prima di essere consumato? E quando acquistiamo un prodotto, leggiamo l'etichetta? Sappiamo com'è stato prodotto, dove e da chi? Ci domandiamo che fine farà il suo imballo? Quante volte acquistiamo un simbolo o un'immagine più che un prodotto? Per queste motivazioni è nata la "Giornata del non acquisto", per farci riappropriare del nostro essere persone prima che consumatori, per farci pensare e sperimentare che la nostra vita è importante e gioiosa anche senza bisogno di acquisti che gratifichino momentaneamente il nostro amor proprio. Nonostante quello che ci mostrano gli spot televisivi, siamo più importanti di quello che abbiamo o che vorremmo acquistare. Tocca a noi prenderci una pausa e pensarci un po' su. Proviamo, per un giorno, a non comprare nulla
> a dedicare a noi stessi un momento per fare tutte quelle cose che rimandiamo da tempo perché non troviano spazio nella nostra vita quotidiana: leggere un buon libro, fare una telefonata ad un amico, fare una passeggiata nel bosco d'autunno insieme a coloro ai quali vogliamo bene, invitare la vicina a prendere un tè, preparare una torta da condividere con gli amici, riparare il tostapane, fare una corsa ...insomma liberiamo la fantasia alla ricerca di tutto ciò che non si basa sullo scambio di denaro!
Fonte: criticamente.it
La crescita di Finmeccanica
11 20, 2006L'utile supera i 600 milioni di euro, contro i 180 dello stesso periodo del 2005. E l'industria armiera riceve ulteriore spinta da una Finanziaria 2007 a sostegno del comparto difesa.(Nella foto: l'A1229 Combact dell'Augusta Westland)
Conti positivi per Finmeccanica, l’holding militare italiana tra le prime dieci al mondo, che ha quale azionista di riferimento il ministero dell’economia.
L’utile dei primi nove mesi del 2006 della società è stato di 612 milioni di euro, rispetto ai 180 milioni del medesimo periodo del 2005.
«L’andamento dei primi nove mesi – ha commentato l’amministratore delegato della holding Guarguaglini – conferma la validità della strategia perseguita da Finmeccanica e il successo del nostro business».
Nello stesso lasso di tempo è aumentato, in maniera considerevole, anche il valore della produzione, cresciuto da 7,5 miliardi di euro a 8,9 miliardi (+ 18%). Principale protagonista di tale crescita è il settore degli elicotteri, grazie alla commessa vinta da Agustawestland, che si è aggiudicata la fornitura dei velivoli per la Casa Bianca. Anche altri comparti hanno contribuito al positivo andamento dei conti aziendali: sistemi difesa +6%, Aeronautica +8%, Elettronica difesa +33% grazie all’acquisizione delle attività britanniche nell’avionica ed i Datamat.
In crescita anche il portafoglio ordini, che sale a 34 miliardi di euro equivalente a tre anni di lavoro.
Notevole anche la spesa per ricerca e sviluppo, pari a 1,2 miliardi +9% rispetto ai primi nove mesi del 2005. Gran parte degli investimenti in ricerca e sviluppo riguardano il settore militare, che cresce anno dopo anno, in particolare l’elettronica per la difesa (Eurofighter, aereo senza pilota Falco, sistemi radar, aereo da trasporto C27J, l’aereo addestratore m 346, missile Metor e il siluro Black Shark). Il personale sfiora le 58.000 unità, con un aumento di un migliaio di persone, connesso ad alcune acquisizioni, fra cui l’azienda LFK, il principale produttore tedesco di missili. Infatti Finmeccanica è ormai una multinazionale che opera in diversi paesi, soprattutto nel Regno Unito.
Le prospettive sono ancor più rosee se si tiene conto che la finanziaria 2007 prevede cospicui stanziamenti per gli acquisti di armi. L’articolo 113 istituisce un fondo per le esigenze di investimento della difesa con una dotazione, per i prossimi tre anni di 4,5 miliardi di euro. Dopo gli anni di tagli operati da Berlusconi, a causa del grave stato dei conti pubblici, è una boccata d’ossigeno per il sistema industriale militare italiano. Non bisogna scordare, poi, che il nostro paese, con i correttivi della finanziaria, arriva a stanziare più di 21 miliardi di euro per la difesa, collocandosi così al settimo posto mondiale.
Purtroppo, e tradendo le promesse uscite dal programma elettorale dell’Unione – che prevedeva di rafforzare i vincoli della legge sul commercio delle armi – Prodi, e più recentemente D’Alema, si sono pronunciati per l’abolizione dell’embargo alla vendita di armi alla Cina! Oltretutto si tratta di un vincolo simbolico, dato che nel 2003 sono stati autorizzati contratti militari a Pechino per circa 120 milioni di euro. Nel programma promozionale del made in Italy 2007 verso l’India del ministero commercio internazionale è citato, fra i vari comparti produttivi, anche quello della difesa. Non solo, visto che l’India è uno dei nostri principali clienti, il governo nei giorni scorsi ha presentato in parlamento il disegno di legge di ratifica dell’accordo di cooperazione militare Italia- India, firmato nel 2003, e che le Camere non hanno ratificato nella scorsa legislatura. Un provvedimento che tende a incrementare le relazioni fra eserciti e industrie militari dei due paesi.
Proprio per spingere il governo su una politica più attenta verso il disarmo, una cinquantina di senatori hanno scritto a Prodi per chiedere il taglio delle spese militari disposto dalla finanziaria 2007. L’esecutivo deve scegliere se accontentare il popolo della pace che ha anche contribuito alla sua vittoria elettorale o la lobby delle armi. L’approvazione definitiva della legge finanziaria sarà un banco di prova importante per cogliere quale è stata la scelta di Prodi & C.
Luciano Bertozzi
Fonte: www.nigrizia.it
Archivi, biblioteche e innovazione
11 20, 2006
Biblioteche ed archivi svolgono una funzione essenziale nella rete delle istituzioni della memoria. Ad essi sono infatti affidate la tenuta e la comunicazione di quella memoria scritta che proprio perché memorizzata in forma stabile su un qualsivoglia supporto, testimonianza durevole di attività e conoscenza, viene ritenuta dai suoi autori, individui e/o organizzazioni, meritevole di permanere nel tempo.
Per questa responsabilità gli istituti che conservano le fonti documentarie sono parte del sistema dell’informazione, dell’educazione, della ricerca. Sono allo stesso tempo luoghi centrali per la crescita culturale di un paese, ma anche strumenti di democrazia, in quanto assicurano che le informazioni, i documenti, i saperi accumulati nel tempo siano resi disponibili con equità e correttezza ai cittadini e agli utenti. Eppure, proprio nella società dell’informazione, la funzione documentaria ha vissuto e vive una fase di difficoltà e sofferenza che rischia di indebolirne il ruolo.
Il seminario intende stimolare, avviando un confronto tra tecnici, esperti di diversi domini, politici, amministratori e rappresentanti del mondo della ricerca, una riflessione allargata sui compiti che oggi attendono le istituzioni della memoria documentaria, con particolare attenzione per gli aspetti critici dell’attuale fase di trasformazione in una società fortemente influenzata dalla diffusione delle tecnologie da un lato e da processi di forte decentramento organizzativo e privatizzazioni dall’altro.
L’obiettivo è quello di individuare da una parte i nodi fondamentali dell’attuale crisi e dall’altra di fare emergere proposte di possibili interventi, organizzativi e normativi, indirizzati a rilanciare biblioteche ed archivi in una società diversificata che cambia negli assetti gestionali e nell’approccio alla conoscenza.
Archivi, biblioteche e innovazione
28 novembre 2006
Istituto della Enciclopedia Italiana
Piazza della Enciclopedia Italiana 4, Roma
Fonte: Internetculturale
La società civile del Mediterraneo si incontra nel Lazio
11 13, 2006L'incontro vuole rilanciare il confronto sui temi politici culturali che oggi ci si propongono e verificare la possibilità di collaborazione per la pace, la giustizia, i diritti, la democrazia tra le associazioni della società civile che si riconoscono nei processi innescati dai forum sociali e che sentono la necessità di un lavoro comune sulle diverse sponde del Mediterraneo.
All'incontro parteciperanno oltre 100 rappresentati della società civile di tutti i paesi del mediterraneo, impegnati nella propria società verso la pace, la giustizia, i diritti, la democrazia ed in particolare contro le guerre e le occupazioni.
24/25/26/ novembre 2006
Roma Villa Piccolomini Via Aurelia Antica 164
Apertura dei lavori ore11.00 saluto del viceministro degli affari esteri Patrizia Sentinelli e del Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo
Per informazioni: www.medlinknet.org/
Anche l'arte può salvare l'ambiente
11 07, 2006Anche l'arte può salvare il Pianeta! Con il sostegno di DoDo, e in occasione del 40° compleanno, il WWF ha riunito 15 grandissimi artisti di fama internazionale in una mostra benefica dal titolo ‘Can Art save the Planet?’. La conferenza stampa di presentazione, il 7 novembre alle 12.00 a Villa Massimo in Roma, sarà anche l’occasione per la visita illustrata da Ludovico Pratesi, critico d’arte e curatore della mostra: un percorso attraverso il ruolo dell’arte nel XXI secolo come sguardo critico alle problematiche dell’umanità.
La mostra sarà visitabile per una settimana, dal 7 al 15 novembre: l’ambiente sarà protagonista visto attraverso lo sguardo personale di artisti del calibro di Lothar Baumgarten, Tony Cragg, Enzo Cucchi, Candida Höfer, Rebecca Horn, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Richard Long, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Katharina Sieverding, Ettore Spalletti, Emilio Vedova (purtroppo scomparso pochi giorni fa) e Gilberto Zorio, che hanno risposto con entusiasmo all’appello di interpretare un tema imprescindibile come la protezione della natura, attraverso un loro segno espressivo.
Le opere degli artisti dopo la mostra saranno battute all’asta con la collaborazione di Christie’s il 15 novembre presso la Villa Massimo a Roma per finanziare gli oltre 2.000 progetti di conservazione del WWF nel mondo.
Inaugurazione mostra: 7 novembre, dalle ore 19.30 alle 21.00
Serata Asta: 15 novembre, dalle ore 19.00
Sponsor è Dodo, storico partner WWF. Con la collaborazione di: Christie’s. Clarice Pecori Giraldi, direttrice di Christie’s Italia, batterà personalmente l’asta
La mostra è visitabile dal 7 al 14 novembre dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 o su appuntamento a Villa Massimo (chiusa venerdì pomeriggio, sabato e domenica), Accademia Tedesca, Largo di Villa Massimo 1, Roma.
Fonte: www.wwf.it
Un Natale solidale con Fairtrade TransFair
11 02, 2006La fruttiera equosolidale con ananas, banane e mango distribuita da GS.
Un regalo di Natale solidale con i produttori del Sud del mondo. Si rinnova anche quest’anno la gamma di proposte dei licenziatari del marchio di certificazione Fairtrade TransFair in occasione delle prossime festività. Dolci strenne tutte da gustare, omaggi per le aziende o per familiari ed amici all’insegna della giustizia. Perché donare i prodotti certificati equosolidali significa offrire alle cooperative di Asia, Africa, America Latina, ulteriori occasioni di sviluppo e di crescita.

Dopo il successo dello scorso anno, torna anche per il Natale 2006 la cesta di frutta fresca tropicale distribuita in tutti i supermercati GS: un’originale ciotola in legno contenente frutta tropicale ed in particolare banane, ananas, e mango realizzati senza causare sfruttamento nel Sud del mondo. Il mango è prodotto dall’organizzazione di piccoli produttori “Finca Tres Maria” e proviene dalla Provincia de El Oro dell’Ecuador; le banane sono il frutto del lavoro di “Banelino” un'associazione tra piccoli produttori di Mao Montecristi (Repubblica Dominicana) che grazie al compenso equo garantito dal sistema Flo-Fairtrade ha avviato progetti in ambito sociale e sanitario; africano, precisamente ghanese, è invece l’ananas: è prodotto da Prudent, un’organizzazione di piccoli produttori che ha fatto del rispetto per l'ecosistema locale e il miglioramento delle condizioni dei lavoratori e delle loro famiglie il cardine del proprio impegno. Anche l’acquisto della fruttiera - realizzata in Vietnam da Craft Link –permette di sostenere le famiglie di villaggi isolati, di minoranze etniche e di lavoratori socialmente svantaggiati.
Ritornano anche i torroni, i mandorlati e i nocciolati della cooperativa Gamargioba di San Bonifacio (Verona), ovvero la deliziosa unione tra la tradizione tipica veronese e gli ingredienti equosolidali: dal miele di Apibo (Nicaragua) al cacao di Conacado (Santo Domingo) allo zucchero di Coopeagri (CostaRica). Aziende e Botteghe del mondo potranno acquistarli telefonando al numero 045 7660711 o scrivendo a magazzino@gamargioba.it.
Anche le ceste del Consorzio Bds sono disponibili su ordinazione, con la possibilità di combinare dolci equosolidali (dal panettone alle cioccolate) a prodotti biologici. E’ sufficiente collegarsi al sito www.consorziobds.it.
Infine non poteva mancare l’idea regalo firmata Coop, la più grande catena italiana di distribuzione: un tipico cesto realizzato in Bangladesh pieno di bontà equosolidali della linea Solidal: cioccolato al latte e fondente, miele, caffè, tè, cacao in polvere e cioccolatini ripieni.